venerdì 18 gennaio 2013

Riguardo Giovanni Lindo Ferretti



C'è una cosa che durante l'adolescenza mi ha tormentato .
Ma è una di quelle cose che tieni per te per non sembrare quello che non ha capito niente, anche se ti sembra di aver capito tutto. Con il passare del tempo, con l'evolversi degli eventi  e crescendo ti rendi conto che avevi ben ragione.
Ci vuole fatica per riprendersi la propria autonomia mentale superata l'adolescenza. Il vero dramma è quando il conformismo livellatore diventa lo status quo.
Tornando al tema ,questa cosa che mi tormentava è legata a Giovanni Lindo Ferretti.
Per i più distratti è un personaggio che da trent'anni è protagonista autorevole di quell'area della cultura ufficiale che vive appena sotto il livello del mainstream. Uno che parla in maniera radicale e profonda riuscendo a tenere banco anche in ambienti cosiddetti "di massa":
Si perché nonostante le origini punk ed il proseguo nell'ambito della musica d'autore , Ferretti non è mai stato indifferente alle masse e sicuramente ha attirato l'attenzione del circuito culturale e musicale ampio.
Ferretti è stato leader di quel ensemble punk chiamato CCCP, un nome che negli anni ottanta evoca irrimediabilmente l'orizzonte lontano di un potente idealismo politico. L'estetica e le tematiche di CCCP portano in una dimensione totalmente altra dagli anni ottanta delle TV private e del "pensiamo sempre all'America" di Eros Ramazzotti .
Con la fine della reale CCCP finisce anche l'avventura della band che esattamente come la confederazione di stati indipendenti trasforma il suo nome in CSI, orientandosi verso una versione elettrica e alternativa (che parolaccia) di Battiato.
In questo lungo periodo Ferretti è sinonimo di sinistra radicale dall'aspetto umano e intimista .
Ed è esattamente questo che ha sempre fatto emergere mille dubbi in me, ma continuiamo.
Con il tempo l'avventura CSI termina e si sviluppa la carriera solista di Ferretti ma sopratutto ad un certo punto avviene una svolta (???) che spiazza quelli che dovrebbero essere stati i fan più affezionati e delude quelli che con scarsa attenzione lo consideravano un baluardo appartenente alla galassia chiamata sinistra radicale.
Ferretti dichiara il suo "ritorno" alla religione Cristiana, alla tradizione,ai campi ,alla montagna ,al Papa ,a Giuliano Ferrara e ad un ambito solitamente considerato patrimonio della destra storica.
Ed è li che sboccia finalmente libero quello che è sempre stato il mio sgomento riguardo questa storia.
Ma quando mai Ferretti ha parlato realmente con la voce della sinistra? E sopratutto quando mai Ferretti è cambiato?
Impossibile vedere un cambiamento ma tutt'al più una conferma di quello che è sempre stato.
Un pensatore della tradizione e dell'identità. E' impossibile , anche sforzandosi , trovare qualcosa di diverso da questo in tutto il lavoro di Ferretti.
Ma allora mi chiedo, davvero l'universo di una certa sinistra è cosi superficiale? O è forse colpa di quella manichea tendenza di dividere a categorie per semplificazione?
I testi dei CCCP come quelli dei CSI sono pieni zeppi di riferimenti religiosi legati alla tradizione popolare, all'eroismo dell'azione perduto nell'individualismo capitalistico, al disappunto per una società appiattita dal pensiero unico , all'identità dei popoli prima dell'identità delle idee ma sopratutto totalmente presente è la dimensione del sacro, cosa totalmente incompatibile con l'aridità spirituale della sinistra.
Mentre il resto delle band "militanti" di sinistra pensavano ad attaccare un confusamente multiforme quanto inesistente fascismo , Ferretti lodava Mishima e Majakowskji, parlava della forza del popolo Islamico, delle radici profonde e della tradizioni contadine.
Senza contare che i riferimenti all'URSS si condensavano in un rigoroso immaginario di gloria nazionalistica e di marce militari, universo ben lontano dal caotico e libertario mondo della sinistra Europea.
Attenzione, questo non significa che il Ferretti degli anni ottanta non abbia mai messo la crocetta sul simbolo del PC ma non è questo il punto, come il fatto che oggi voti Lega o qualche partito di centro non è affatto importante. Bisogna ricordare che il categorico mondo della politica non ha nulla a che vedere con le sensibilità delle persone.
E dunque dov'è la novità di Ferretti cristiano e tradizionalista? Ma solo a me Ferretti è SEMPRE stato tradizionalista e identitario?
Fortunatamente no.
Proprio sulla rivista BlowUp di Gennaio 2013 c'è una bella intervista ai Disciplinatha, band degli anni ottanta anch'essa vittima della stessa superficialità. Comunemente associati all'immaginario dell'estrema destra per motivi noti solo ai soliti furbi, nel retro di un album piazzarono una frase fantastica per il sui cinismo. 
Un attacco alla superficialità di una certa sinistra (e non solo)  Italiota: "Non siamo di destra, anzi siamo buoni" . Frase paradossale e infantile che sottolinea quanto superficiale e puerile sia l'interpretazione delle cose con il metodo bianco/nero, buono/cattivo. Come dice proprio Ferretti "la sinistra è binaria".
Alla luce di tutto questo, l'intervista in questione è da standing ovation:
"La gente deve catalogare tutto,agli occhi di un certo pubblico ora Ferretti ha cambiato idea e alcuni vanno persino a scrivergli offese sotto casa, ma Giovanni è sempre stato quello che è ora, se in questo paese c'è stato un gruppo veramente di destra quello è stato CCCP, un gruppo di estetica filo-sovietica che portava avanti dei valori di destra in quanto gruppo identitario, territoriale [...] siamo un un paese molto superficiale in cui l'abito fa il monaco "
Ma allora davvero l'istinto di dividere dicotomicamente le persone è una tendenza radicata nella mentalità Italiana o è patrimonio solo dei bimbiminkia della sinistra? La superficialità è davvero segno di quanto il pensiero unico post sessantottino abbia appiattito le menti a favore solo di uno status immobile e tutt'altro che vivo?
Per quanto mi riguarda Ferretti finalmente libero e prosecutore di se stesso senza la zavorra di personaggi superficiali e ragazzetti fan di Capossela,  è oggi come ieri una vera luce nel pantano Italiano.

giovedì 10 gennaio 2013

Una piccola guida all'horror cult

Prima di tutto. 
Ha un qualche scopo o motivo d'essere questa specie di classifica? Non credo.Ci penso poi vi dico.
Bene espletata questa formalità inizierei con lo specificare che qui vorrei prendere in considerazione un certo tipo di horror. Quello che nella mia analisi ultima è cult.
Quello che si può intendere come vero cinema di genere, quando l'horror diventava anche industria.
Cinema come divertimento.
Si perché il vero horror è principalmente divertimento. Anche quando è serio. Anche quando vuole fare davvero paura.
Tranne alcune significative eccezioni qui ho preso in considerazione cinema da pomeriggi tra amici, quello da notte horror su Italia1 il martedì in seconda serata. Quello da Zio Tibia e VHS a noleggio in custodia di plastica morbida.
Quello dei servizi che leggevi su Ciak mesi prima di riuscire a vedere la VHS al videonoleggio. 
Quello che non te ne frega se non è realistico. Anzi meglio...
Quello dei mostri che sono veri mostri proprio perché sono finti.
Quello che ti insegna che il male si può sconfiggere. Ma anche sconfitto non dorme mai.
E allora tranne le suddette significative eccezioni trovate di seguito il meglio dell'horror-cult che arriva dagli anni '80 e dai '90.
E allora alla fine perchè tutto questo?
Mi vedo costretto a riproporre la domanda,  ha un qualche scopo o motivo d'essere questa specie di classifica?
A questo punto, dopo questo flusso di coscienza e di ricordi mi tocca dire di si.
Ha il modesto intento di ricordare a chi se lo è dimenticato e a chi magari non l'ha mai saputo che l'horror fortunatamente non è solo un mare di idiozie in 3D e una sequela di remake con scarso senso critico e ancora meno gusto.


PS: Questa classifica non è una vera classifica perché l'ordine è assolutamente causale.
Iniziamo:


1 THE FOG

Carpenter è chiaramente uno dei più grandi geni del cinema tutto. E fin qua ci siamo.
Nonostante Halloween , che rimane pietra miliare ovviamente difficilmente eguagliabile sia come stile che come tecnica,  The Fog per me è il top.
Sarà per il mio debole verso il gotico, dal quale si attinge a piene mani per la costruzione del plot del film.
Sarà per la mia attrazione per tematiche legate ai fantasmi o forse proprio per il mio sconfinato amore per la nebbia ( si mi piace la nebbia ) ma questo film è uno di quelli che mi porterei in una isola deserta dotata di lettore DVD.
La ciurma di una nave fantasma che il giorno dell'anniversario del naufragio, al quale è legata la nascita di un paesino di mare, torna dall'oceano e dalla morte accompagnata da una densa nebbia luminescente seminando terrore.
E' un storia troppo figa per non essere cult.
La nebbia plasmata in movenze seducenti e minacciose come un reale personaggio dotato di volontà è da brividi , come anche il salso putrido che sembra di avvertire in presenza dei fantasmi.
Poi il duro del cinema horror anni '80 Tom Atkins fa il resto, in compagnia della scream queen Jamie lee curtis. C'è anche la madre della Curtis cioè Janet Leigh, la donna della doccia di Psycho.
Insomma ripeto, il top.

2 HELLRAISER

Nella galleria delle maschere degli anni '80 il pinhead di Hellraiser merita un posto d'onore.
La sarabanda sado-demoniaca capeggiata da Mr.spilli-in-faccia crea un nuovo immaginario in bilico tra il metodo paranoico-critico alla Dalì e un dungeon fetish alla fine di una serata movimentata.
La storia è quella di una scatola magica di antica origine creata per evocare i terrificanti Supplizianti ( o cenobiti nella versione originale), dei torturatori infernali desiderosi di prendersi l'anima di chi li evoca alla ricerca di un fantomatico "piacere assoluto" evidentemente di stampo masochistico. 
Il film è diretto nel 1987 dallo scrittore Clive Barker ( se non lo conoscete rimediate) che ovviamente è autore della storia e dei personaggi stessi. E' un film che supera la barriera sonica del film di genere diventando una sorta di bizzarria surrealista esteticamente affascinante. 
Il fatto che sia stato trasmesso anche nel prestigioso Fuori Orario di Ghezzi la dice lunga..
La colonna sonora originalmente doveva essere della band elettronico-esoterica dei Coil ( tanto per capire lo spessore del film ) ma poi si optò per soluzioni più commerciali. 
Ha 7 seguiti . L'ultimo non è arrivato in Italia e non c'è nemmeno  il pinhead ed è ovviamente disconosciuto da Clive Barker. Il 2 e il 3 invece meritano. Lasciate perdere tutto il resto.

3 LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI ( remake di Tom Savini )

Vabeh non posso mettere un macigno come La notte dei morti viventi di Romero dato che per quanto mi riguarda dovrebbe essere patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO .
Vi piazzo lo storico remake del 1990, diretto dall'unico in grado di toccare questo capolavoro senza farlo diventare ridicolo. Tom Savini. 
I più giovani lo riconoscerebbero come uno dei poliziotti di PlanetTerror, ma Savini è il più noto genio degli effetti speciali del cinema horror. Erano suoi gli effetti dell'originale notte dei morti
Qui Romero riscrive la sceneggiatura adattandola ai tempi moderni, aggiungendo un personaggio femminile e confermando il pesante uso social-politico del cinema horror. 
Gli zombie qui sono bellissimi e ridefiniti nell'estetica. Questo remake riconsidera l'aspetto tipico degli zombie per il cinema di genere successivo.  
Il terrore è inalterato rispetto all'originale, come anche l'inaspettato gioco di rapporti tra i protagonisti asserragliati nella casa di campagna.
Qui gli anni '80 vengono lasciati alle spalle definitivamente.
Questa è stata anche l'occasione di guadagnare qualcosa dalla Notte dei morti, visto che l'originale non ha portato nulla agli autori, data la perdita precoce del copyright.
Non si vede più in TV da un secolo.
Cercate il DVD.


4 NIGHTMARE - Dal profondo della notte

The king. Il babau. 
Chiamatelo come volete ma senza Freddy Krueger il mondo dell'horror sarebbe peggiore.
L'incarnazione dell'uomo nero che vaga tra i sogni dei giovani mescolando le carte tra onirico e reale e mettendo in pericolo la loro vita è una specie di metafora profetica del destino di una società. 
In realtà si trattava di una vera e propria visione oscura di Wes Craven . L'immagine di Freddy infatti è creata su modello di un barbone che terrorizzò Craven da bambino.  
Con la pelle bruciata, i vestiti luridi e un guanto di artigli è la figura nera per eccellenza evocata dagli incubi dell'infanzia di chiunque. 
Esteticamente , per gli standard del cinema horror dell'epoca , è un film eccezionale. Alcune scene sono irripetibili, la dimensione dell'incubo è resa perfettamente e vedendo come è andata con il remake credo che certe lezioni non siano state raccolte. 
Non facciamo gli snob rompipalle e accettiamo pure ma quello che non è accettabile è che qualcuno si dica appassionato di cinema senza aver visto Nightmare on elm street.
E poi c'è Johnny Deep al suo debutto. 
E' il 1984. 

5 CANDYMAN

La classica leggenda urbana del dire cose strane davanti allo specchio, a mezzanotte con una candela accesa o con altre varie modalità,  per evocare fantasmi e presenze demoniache qui trova il suo compimento in una figura assolutamente inquietante. Candyman arriva direttamente da un racconto di Clive Barker dal sapore blaxploitation di derivazione sociale. Infatti l'entità che si materializza da oltre lo specchio è il fantasma di un giovane schiavo ucciso barbaramente per una ingiustizia e radicatosi come figura mitica nel folklore della comunità nera di un quartiere ghetto. 
Una giovane scettica studentessa di folklore popolare , indagando sulla tradizione del Candyman decide di provare a se stessa l'inconsistenza della  leggenda, sbagliando.
Il film è inquietante e fortemente sanguinoso. La mano morbosa di Barker si vede eccome.
Un bel horror come non ne fanno più. Era il 1992.

6 CABAL

Tocca parlare ancora di Clive Barker e delle sue visioni da grand guignol.
Cabal è praticamente la Storia infinita del cinema horror, dove Fantàsia qui è il mondo delle creature della notte chiamato Midian: una città segreta nascosta sotto un cimitero. 
La città segreta di Midian è minacciata dagli umani e va salvata da un prescelto che nello specifico si rivela essere il protagonista Boone. 
Raccontato cosi può sembrare davvero ridicolo secondo i canoni moderni. In realtà è una specie di Orfeo e Euridice in chiave oscura,  bomba delirante oltre ogni limite. 
Creature di ogni tipo popolano questa realtà alternativa di reietti che per il gusto attuale sono più carnevaleschi che spaventosi , ma nel 1989 si cercava esattamente questo tipo di  fuga dal reale quando si pensava ad un horror.
Nella parte di un enigmatico e pericoloso psichiatra che instilla false convinzioni al fragile protagonista Boone c'è David Cronenberg. Uno che fa paura anche quando sta fermo e zitto.
Non va raccontato ma solo visto. Fatelo.

7 CIMITERO VIVENTE

Quando l'horror coinvolge i bambini la cosa si fa sempre pesante. 
L'inquietudine e la paura che generano è pari solo al forte disagio di vederli vittime di avvenimenti orrendi.
In questo film , animali e bambini sono la leva della paura e del disagio.
L'ho rivisto recentemente dopo tanto tempo e cacchio ,è davvero forte. Alcune scene sono difficilmente sopportabili anche per un pubblici che ha fatto mille indigestioni di svariate violenze continue sugli schermi. 
La storia è quella di un terreno segreto dove una volta seppelliti i proprio morti, questi tornano ai loro cari anche se decisamente cambiati.
Il film invece di essere incentrato totalmente in efferatezze si avvita nel rapporto con la morte,con il folle tentativo di sfidarla e con le angoscianti reazioni psicologiche dei protagonisti. Ma non temete, ci sono pure i morti viventi e le efferatezze.
E' uscito lo stesso anno di Cabal, ma qui stavolta Barker non c'entra. Però Stephen King si.
Mary Labert , la regista, purtroppo non eguaglierà più il risultato raggiunto in Cimitero vivente che visto oggi non sembra invecchiato di un giorno. 


8 DIMENSIONE TERRORE

Questo è il film perfetto da vedere in estate, magari in compagnia di amici con la voglia di buttarsi per terra dal ridere e lanciando pop corn sulla TV. Una volta l'horror era anche questo.
Ritorna il duro dell'horror ottantone Tom Atkins nella parte di un poliziotto da Hard boiled.
La vittima di un parassita alieno precipitato sulla terra negli anno '50, dopo essere stata ibernata viene scongelata nel 1986 da degli idioti come prova di iniziazione per una confraternita. Questo chiaramente genera un casino.
Quando si parla di B-Movie non si può fare a meno di parlare di questo film dove c'è praticamente tutto. Da alieni a corpi vaganti privi di volontà. 
Il DVD ve lo sognate. 
Solo per Indiana Jones del cinema.

9 L'ALDILA'....e tu vivrai nel terrore!

Prima eccezione. 
Un horror del 1981 ma che non ha niente a che fare con lo stile e l'universo degli  eighties.
Il supermegacult per eccellenza. 
Un film di Lucio Fulci. Spero non debba spiegare chi è Lucio Fulci. 
Non ha niente a che fare con un certo trashismo che contraddistingue l'horror Italiano di quei anni. 
Questo è un capolavoro con momenti di alto cinema ( la strada che si perde all'orizzonte e i passi inesistenti del fantasma, in loop nella ricordo della protagonista) e feroci momenti gore.
Un vecchio hotel viene ereditato da una ragazza Newyorkese. Già durante il restauro avvengono bizzarri avvenimenti. Si scoprirà che l'hotel è costruito su di una delle porte per l'inferno. 
L'escalation degli avvenimenti porta i protagonisti a spingersi sempre di più verso il baratro, arrivando ad una conclusione terribile. 
Tecnicamente altissimo, è probabilmente uno degli film più influenti del genere. 
Un film pieno di sussurri ( tecnica artigianale tutta Fulciana per creare una inconscia atmosfera di disagio) e di immagini violente. Storica la pistola dai colpi infiniti nell'ospedale asserragliato da una orda di morti viventi, in un momento dove la realtà sta ormai perdendo i pezzi in favore dell'oscurità. 
Scordatevi gli happy end.
Attualmente il DVD è fuori stampa quindi per trovarlo vi tocca pagare un bel pò. 
Ringraziate Quentin Tarantino che ne curò il restauro e la ridistribuzione nelle sale Americane nel 1998.

10 LA CASA DEL 1000 CORPI

Altra eccezione .
Texas chainsaw massacre sarebbe un pò banale e lontano da quello di cui voglio parlare qui.
E allora vi metto sta bomba del 2003 . Un film di quel personaggio colorito che risponde al nome di Rob Zombie ( !!! ) .
Inizia in maniera un pò spiazzante per un maniaco del vecchio cinema come me. 
Un ritmo un pò troppo spezzato, saturo e in bilico tra un certo Oliver Stone e il mondo dei videoclip.
Si assesta presto però in un delirio coloratissimo di figure caricaturali dello slasher classico per amanti del degrado white trash sudista che ci ha regalato mille perle.
Centinaia di film rimasticati, digeriti e ributtati su pellicola attraverso un immaginario assolutamente personale e debitore al sano vecchio horror. 
Più la storia prosegue più si sprofonda in un orrore senza fine fatto di creature semi-umane e orrendi rituali , arrivando direttamente dalla classica famiglia di matti assassini che sequestra giovani annoiati cittadini.
Esteticamente è geniale. Rimane un caso isolato in un panorama cinematografico tristissimo.
Il Santa sangre dell'horror.

11 976-CHIAMATA PER IL DIAVOLO

Quando Robert Englund non insegue giovani nei loro incubi nei panni di Freddy Krueger si cimenta nella regia riuscendoci benissimo. Almeno in questo caso del 1988.
Nell'epoca del telefono amico non poteva mancare il servizio "predizione del futuro". Il servizio si rivela presto molto efficace. Forse troppo.
I due cugini Hoax ( un ragazzo tranquillo e poco sveglio) e Spike ( bel teppistello di periferia dal cuore tenero) scatenano un casino giocando con questo misterioso telefono amico.
Un cult dell'horror rock & roll. Da adolescente avrei voluto essere uno dei bulletti maniaci dell'horror, proiezionisti al cinema dove si svolgono alcuni fatti del film.
L'inferno di ghiaccio è una bella trovata...
Dovete lavorare per trovarlo dato che la versione DVD non è ancora uscita.


12 DELLAMORTE DELLAMORE

L'ultimo grande horror del 20° secolo per Nocturno.
Metafisico e sognante con la giusta influenza del gotico padano e della letteratura horror dei morti viventi.
Film triste e malinconico è davvero l'ultimo vero grande film di genere. 
Per le nuove generazioni è dura comprendere l'equilibrio precario tra ironia paura e fascino intrinseco in questa pellicola, come del resto è difficile comprendere anche le altre pellicole fino a qui elencate ( pellicole si , no roba 3D ). 
Per parlare in maniera completa di questo film si dovrebbe parlare anche di Tiziano Sclavi, del romanzo dal quale è tratto il film e sopratutto di Dylan Dog. Fantastica serie a fumetti ancora esistente anche se ormai ben diversa da quello che rappresentava all'epoca. 
Si dovrebbe parlare della forza del sogno e dell'aspetto romantico della paura. Si dovrebbe parlare di un sacco di cose.
Quando usci mi sembrò il film perfetto.
Vi basti sapere che quando lo vedo quasi mi commuovo.
Stop.

13 MORTE A 33 GIRI

E' chiaro a tutti che l'heavy metal è musica maligna e porta un sacco di guai.
Cosa succede quando un loser tormentato dai bulli più stronzi della storia del cinema ascolta un disco maledetto dalle pratiche esoteriche del proprio autore? succede tutto quello che succede in questo film.
Il coattismo metal americano degli anni '80 incontra l'horror da Venerdì sera e questo basta per essere un cult.
E' ovviamente vergognoso e per questo fantastico.
Anno di grazie 1986.

14 SOCIETY

E' un horror? A distanza di anni non l'ho ancora capito.
L'opera prima di Brian Yuzna , studente di teologia che molla tutto per il cinema, è un caso più unico che raro. Un film dove non succede niente fino agli ultimi 20 minuti dove poi succede l'inferno Dantesco.
Terribilmente eighties e decadentemente kitsch nell'estetica (siamo nell' 1989) è una disgustata critica sociale prima che di essere un horror e il senso di angoscia e nausea non ti abbandona per un secondo.
Inarrivabile l'orgia di follia finale. La trama non ve la dico nemmeno.
Morboso e malato come pochi altri film in circolazione. Quando vidi le immagini su Ciak all'epoca me le sognai per giorni. 
Siete fortunati esiste il DVD.

15 IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI

L'horror punk è una nota e fiorente scena musicale ma per quanto mi riguarda è anche un genere cinematografico grazie a Il ritorno dei morti viventi.
Nel 1985 l'uscita di questo film è andata in contemporanea con il serissimo Il giorno dei morti viventi di Romero. 
Il re dei morti viventi fu battuto proprio da questo film. Questo la dice lunga su quanto bisogno di evasione ci fosse negli anni finali della guerra fredda, delle piogge chimiche e del Chernobyl prossimo venturo. 
Un gruppo di vandali punk si trova nel bel mezzo di una invasione di zombi intelligenti e veloci, che tra le altre cose svelano quanto orribile sia la morte. Tutto il caos nasce dalla liberazione di un morto vivente ibernato in una sorta di fusto chimico dell'esercito.
La malsana idea di bruciarlo genera una pioggia chimica di cenere infetta che risveglia tutti morti di un cimitero, e non vi dico come pensa di risolvere la cosa l'esercito.
Il film è divertentissimo e abbastanza scanzonato nonostante il peso dell'orrore e l'evidenza di una società nel pieno della sua decadenza. 
Un film da guardare a massimo volume.


16 RAGAZZI PERDUTI

Il mito del vampiro è sopratutto mito dell'eterna giovinezza.
Quando l'eterna giovinezza del vampiro coinvolge dei giovani belli e maledetti motociclisti dal look generato da un incidente stradale tra i Motley Crue e Jim Morrison, il cult è dietro l'angolo.
Vampiri si diventa in un modo singolare, cioè bevendo una sorta di bibita al sangue ( !!! ) dal potere vampirizzante. Il cinismo e la sfacciataggine di questi teppisti vampiri in motocicletta scorrazzanti nella California del 1987,  rende il film una sorta di Gioventù bruciata in versione horror. 
Aveva le carte in regola per essere un decadente manifesto di una generazione nichilista pre-grunge.
"Dormire tutto il giorno. Festeggiare tutta la notte. Non invecchiare mai. Non morire mai. È bello essere un vampiro! " è un grande slogan promozionale.
Ci sono Corey Heim e Corey Feldman. Può bastare?


17 AMMAZZAVAMPIRI

Cosa succede se il tuo vicino di casa è un vampiro?
Tiri su un casino coinvolgendo il più famoso ammazzavampiri della TV ovviamente. 
E' un must del teen horror degli anni '80. Qui per la precisione siamo nel 1985 e si vede. 
Potrebbe essere una versione horror dei film di John Huges.
I vampiri sono davvero unici data la loro spaventosa bruttezza. In effetti una caricatura cosi forte non è più stata azzardata. 
Ogni tanto ricompare in TV. Ma molto tardi.


18 L'ALBERO DEL MALE

Le dee femminee delle varie tradizioni pagane non erano ancora state scomodate come entità maligne da film horror.
Ed eccoci quindi. Riti druidici coinvolgono bambini sottratti dalle loro case usando appunto una creatura della natura incarnata in una seducente baby-sitter.
Misterioso film trasudante sensualità e un pò di orrore. Al tempo ( 1990 ) sembrava parecchio inquietante.
Il tema non è mai stato ripetuto. La sua unicità lo rende sufficientemente cult. 
Stravisto all'epoca e poi scomparso.
Niente DVD.
Vi sfido...

19 DOLLS

Non so se sia giusto inserirlo nel calderone del cinema horror, ma l'inquietudine generata da bambole di ceramica viventi una vita propria è forte.
Alcune persone si trovano sorprese da un temporale nella campagna e l'unico rifugio sembra una vecchia villa che si scopre essere popolata da un mare di bambole inquietanti.
Stuart Gordon fa un vero capolavoro usando il fascino della tecnica stop-motion e le ombre delle vecchie case di campagna . Si evidenzia il contrasto tra la nostalgia per una certa tradizione, anche dei sogni, e la bassezza del mondo moderno rappresentato dalla matrigna arpia legata al denaro e dalle due povere delinquentelle agghindate da tipico punk del 1985.
Romantico e semplice ma ovviamente introvabile.
Tra l'altro girato in Italia.


20 IL BUIO SI AVVICINA

Uno sorta di spartiacque tra il vecchio horror e la concezione seriosa e convinta dell'horror moderno, nonostante sia un film del 1987.
Vampiri nomadi e white-trash nel deserto Americano vivono di predazione e promiscuità. 
Uno sporco camper dai vetri oscurati per proteggersi dalle mortali ustioni del sole li porta a spasso per le provincie annoiate a desolate.
Il vampirismo è una vera e propria malattia del sangue, dalla quale solo attraverso una completa trasfusione si può guarire. Ma serve la volontà di farlo.
Nel pieno flagello da AIDS. la malattia vampirica del sangue tanto facile da contrarre se sprovveduti ma possibile da sconfiggere con la forza di volontà è un sogno nell'incubo.
Cattivo e serioso, quanto oscuro e triste.
Purtroppo è un film dimenticato ed estremamente sottovalutato.

domenica 6 gennaio 2013

Due parole con Gyula

Qualche giorno fa ho ripostato una mia vecchia intervista a Gyula Noesis originariamente pubblicata da un vecchio blog.
Ho deciso quindi di andare a sentire come se la passa oggi e dove lo ha portato la sua spinta esploratrice.
Che cosa ha fatto in questi ultimi anni Gyula?
"Nulla. Nulla che io possa aggiungere ad un curriculum vitae serio senza indebolirlo (poiché che cos'ha di significativo, in una vita, il dipingere quadri, fare musica, proporre spettacoli, ecc?) Tranne che quest'ultimo. 2012. Mi son reso conto che dal punto di vista della maturazione, avevo vissuto più cose durante quel mese del 2007 in Siberia che durante i miei tre anni sedentari a Berlino, e perciò, il 20 novembre 2011 abbandonai il mio ideale appartamento a cinquecento metri da Revaler Strasse(ove ci sono i meglio club) e a dieci minuti a piedi dal Berghain (prezzo: 250 euro al mese) per ricominciare a viaggiare (l'arte è cacca e non puoi cacare niente di bello se prima non ti sei mangiato un qualcosa di un po consistente). Qui in America del Sud ho cominciato, a Rio de Janeiro, con un concerto vocale al Plano B di Fernando e Fatima (quartiere Lapa), la visita di Rocinha (la più grande favela del Brasile) insieme ad un tizio del posto il cui nome è Cara Suja (ossia Faccia Sporca), e la partecipazione ad una cerimonia spiritica macumba (umbanda), introdotto dalla mia amica la strega e medium Camila. Poi quattro giorni a São Paulo, sei mesi ad Asunción (Paraguay) più altri tre a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) a riformulare il mio libro facendolo passare da 1000 a sole 700 pagine, in Rondônia (Brasile) il tentativofallito di scolpire una piroga da un albero (mi è mancato un particolar arnese), il tentativo fallito di attraversare il territorio Uru Eu Wau Wau in piroga (alla fine del secondo giorno, sul rio Pacaás Novos sono stato sequestrato da una tribu Wari incazzata, ancor recentemente cannibale), nello stato dell'Amazonas il tentativo fallito di ottenere un'autorizzazione ufficiale che mi permetta di incontrare il popolo Pirahã (mai la darebbero ad una iniziativa individuale e squattrinata come la mia), la risalita penosa del fiume Juruá/Yuruá fino a Tipishco, il tentativo fallito di attraversare il territorio Murunahua (se non mi avessero fermato sarei morto trafitto da freccie avvelenate), dodici giorni spesi ad imparare a tirare all'arco con gli indigeni asheninka (totalmente cacciatori-raccoglitori fino ad un anno fà), a Pucallpa (Peru) l'assassinio di una tartaruga, di una scimmietta, di un cucciolo di cane e di un micetto (il tutto a contro cuore e con brividi di repulsione), l'assorzione massiccia di cactus San Perdo e d'ayahuasca (la prima volta con uno shaman shipibo), il tentativo fallito, a Lima, di discutere con il capo del "Social Nacionalismo del Perú Andino" (con emblema evocante quello del partito nazionalsocialista tedesco), un mese bloccato nella città di Tacna (frontiera con il Cile) per via di una vigorosa infezione ai piedi poi estesa al corpo intero."



La necessità di esplorazione del mondo non ha solo un significato e una necessità di tipo interiore ma anche risvolti pragmatici dal punto di vista di un artista.
"Partendo, speravo poter secretare arte viaggiando, e, sempre viaggiando, poter venderla e incassare quattrini (poter lavorare ovunque), ma vedo che avrò bisogno di un atelier accuratamente equipaggiato e perció, di tornare e risedentarizzarmi. Quando? Quando tornerò? Ancora non ne ho la piú pallida idea: potrebbe essere tra un mese come tra piú di un anno."

Il prossimo futuro di Gyula è un attraversamento estremo.
"Un deserto. Quello di Atacama, il piú arido del mondo. Tanto piú del Sahara, e secondo Wikipedia, "cinquanta volte più arido della Death Valley della California". Provero a camminarci tanti chilometri. Non ho idea di quanti ne sapró percorrere. Dipenderà dalle possibilità di acquisire acqua e cibo lungo la mia traiettoria e dalla mia capacità a sopportare il silenzio, un vuoto da capogiro."

Nell'attesa di vederlo ritornare da questa nuova esperienza vi lascio con un bellissimo video della sua esperienza sudamericana .


A Not So Bitter Death - S01E01 from Gyula Noesis on Vimeo.

martedì 25 dicembre 2012

Un fenomeno avvilente

Premessa.
Lungi da me pensare che la scienza sia una specie di religione definitiva , inscalfibile e indiscutibile.
Ma questo vale per quanto riguarda la capacità di comprensione delle cose nelle loro ragioni più profonde. Senza andare a toccare argomenti troppo specifici, la scienza è il migliore strumento dell'uomo per spiegare e capire il "come" delle cose, ma non necessariamente il "perché". Anzi...



Ora.
Provate a dire tante volta maya.

Mayamayamayamayamayamayamayamayamaya.
Cosa succede? Ovviamente dopo un po' perde completamente il significato al quale viene associato il suono.
E' esattamente quello che ci è toccato subire fino al Venerdì 21 Dicembre 2012.

Maya era il nome di un popolo nobile che qualcuno ha voluto trasformare in una specie di spauracchio.
Dopo la crisi economica e la tristissima musica Coreana la fine dell'anno che sta per appunto finire ha visto anche vincere la superstizione sul buon senso.
Augurandomi che una volta per tutte l'ignoranza venga asciugata dal sole invincibile del solstizio, provo a fare una riflessione del tutto non richiesta.

Ok è finito il baktun cioè quello che per i Maya era un ciclo di 144.000 giorni. E quindi?.
Secondo una strana interpretazione di questo "evento", dettata dal fatto che la mitologia Maya immagina la creazione come qualcosa di "ricostruito" da zero dopo la fine dei precedenti baktun ( mitologia, è bene ricordarlo) e per il riferimento al dio della creazione nel monumento riguardante questo famoso calendario trovato nel sito archeologico di Tartuguero, la fine di questo baktun è anche la fine del mondo.
Un po' come dire: quando finisce il calendario che hai in cucina, finisce il mondo.
Ma facciamo finta di niente e avanziamo.
Il fatto che qualche personaggio bizzarro , nell'era della new age , abbia fatto arbitrariamente due più due basandosi sulla mitologia dei Maya ha fatto si che si creasse l'idea di una profezia che in realtà  non è mai esistita (sarebbe bastato chiedere a qualsiasi studioso di civiltà precolombiane per farsi ridere dietro) e anche se ci fosse stato scritto a chiare lettere "il mondo finisce il 21 Dicembre 2012" , da quando si prende alla lettera una tradizione mitologica di un popolo antico?
E' un po come credere che da qualche parte esiste un tizio con la testa di sciacallo , che è anche il dio della morte e si chiama Anubi, solo perchè gli antichi Egizi hanno detto cosi.
Come se non bastasse una estrosa signora Americana che sostiene di essere in contatto telepatico con degli alieni viventi nei pressi di zeta reticoli ( altra fonte attendibile quindi) ad un certo punto annuncia la rivelazione:
Un pianeta si scontrerà con la terra esattamente in quella data.
E qui ci si ricollega ad un altro caso di mitologia presa alla lettera. Ovvero al mito di Nibiru.
Un appassionato di archeologia misteriosa e di mitologia sumera, tale Zecharia Sitchin , ad un certo punto degli anni '70 pubblica una strana teoria. Secondo i suoi studi gli antichi sumeri conoscevano l'esistenza di un pianeta con un orbita lunga 3600 anni, che una volta vicino alla terra sarebbe causa di cataclismi spaventosi.
Questo pianeta sarebbe appunto questo fantasmagorico Nibiru, descritto minuziosamente nel clima , nella vegetazione e addirittura nei suoi abitanti .  La faccenda è nostrana alle convinzioni ufologiche , ma il fascino del mistero ha una presa potente nell'immaginario collettivo , e la teoria comincia a circolare.
Inutile stare a a spiegare che tutto ciò è frutto di una interpretazione piuttosto personale della lingua sumera, oltre al fraintendimento di alcune descrizioni cosmiche dove questo Nibiru in realtà corrisponderebbe a Giove o forse della Stella polare dato che siamo in altre epoche e i cieli ovviamente risultavano differenti.
Se andate su youtube trovate una marea di video di chi sostiene di avere le prove dell'esistenza di questo pianeta e addirittura riprese video da webcam fisse o fotografie , come se il resto del mondo fosse cieco. Infatti pensare che un oggetto celeste sia visibile solo da una posizione specifica del mondo è un non sense totale.
Qualcuno se ne esce dicendo di avere le prove che dimostrano come la NASA stia occultando tutto.
Ovviamente tutto queste prove non hanno una minima base razionale o scientifica e spesso sono falsi conclamati.
Nella rete ( e non solo ) viaggiano veloci bislacche teorie su allineamenti cosmici, tipo quello tra il sole, la terra e centro della galassia. Tale evento causerebbe distruzione sulla terra. Purtroppo questo avviene dagli anni '80 e continuerà a succedere per un altra ventina d'anni. Chiaramente senza conseguenze dato che secondo leggi della fisica non c'è motivo di interessarsi a suddetti allineamenti. Il massimo poi si tocca con la storia dei 3 giorni di buio a partire dal 21 Dicembe 2012. Cosa che nemmeno in un film di fantascienza ci si permette di concepire.
Non tutti hanno nozioni di fisica o conoscenze adeguate ma tutti hanno possibilità di informarsi o accertarsi delle fonti. Nessuno lo fa e immediatamente ci si casca.
Il grave è quando si apprende di gente che si interroga sul perché delle potenze scientifiche tipo la NASA  ( abbiamo visto che il cinema ci ha insegnato come solo la NASA può sapere le cose) non si esprime a riguardo delle mille teorie pseudoscientifiche delle quali la rete ha brulicato negli ultimi anni. Ora, pensare che la comunità scientifica possa essere tirata per la giacchetta riguardo tematiche da bimbominchia è abbastanza improbabile. Eppure anche questo è accaduto.
Nel momento in cui il servizio domande e risposte della NASA e le mail dei maggiori studiosi cominciano ad essere sommerse di richieste di chiarimento , si è avvertito come questo fenomeno stesse preoccupando sopratutto una fetta di giovani navigatori della rete, ma anche qualche adulto leggermente sprovveduto.
Ecco quindi nascere una FAQ della NASA riguardante le teorie del doomsday del 2012.
Roba da non credere quando questo viene letto, dagli stessi che si chiedevano maliziosamente perchè la NASA non dicesse la sua, come la conferma di una cospirazione tesa a coprire la verità.




La solida realtà non può nulla contro la penetrante forza della superstizione, che oggi viaggia per linguaggi telematici. La stampa con la moda di cavalcare i fenomeni di costume, ci mette del suo a creare confusione.
Ed ecco fino all'ultimo giorno ( da non credere ma è cosi) gente che aspetta la collisione di un pianeta, con buona pace del fatto che se ci fosse un pianeta in rotta di collisione con la terra, a pochi giorni dall'impatto sarebbe un gigante nel cielo e visibile come corpo celeste almeno da una decina di anni prima.
Eppure il senso logico soccombe alla psicosi.
Magari nessuno ve lo diceva in faccia nei giorni precedenti al 21, ma una strana forma di paura era ben presente in molte persone che quotidianamente incontravate. Anche persone solitamente razionali o comunque normali.
La superstizione ha trionfato. E questo si mi ha spaventato.
Andando alla ricerca nella rete , in blog e forum specializzati o semplicemente nei social , si poteva trovare autentica paura, Gente che non dormiva la notte, gente che piangeva ogni giorno , gente che pensava al suicidio.
Insomma gente davvero terrorizzata, e assieme a loro tantissima gente che qualche dubbio se lo poneva.
Tutto questo basato sul nulla più assoluto. Sarebbe bastato un minimo di raziocinio e volontà di informarsi seriamente . eppure niente.
Questo non solo in Italia ovviamente ma in tutto il mondo "civilizzato".
E forse è proprio questo il punto.
Perchè proprio nell'occidente industrializzato e basato sulla forza della ragione esiste questo bisogno di "oscura minaccia" , di caos e distruzione ? Perchè questa necessità di avere paura ?
L'occidente avverte già da parecchio tempo una gravosa sensazione di impero alla fine ella decadenza. Di crollo imminente e di no future.
La coltre scura che pesa sul futuro del "nostro" mondo , la mancanza di prospettive e la perdita di coordinate e strade sicure da percorrere porta sicuramente a percepire come delicatissimo il filo che tiene assieme la società, Questo di certo aiuta una propensione collettiva alla paura per il futuro , alla sensazione di strada chiusa e al bisogno di una catarsi.
Probabilmente questo particolare momento storico ha creato questo fenomeno dove nessuno si è dimostrato immunizzato. Credo che perfino mia nonna conoscesse la faccenda maya. Una profezia tanto inesistenza quanto nazionalpopolare come potrebbe essere San Remo o un maledetto tormentone estivo.
Questa caduta verso il basso , l'incapacità di slegarsi da convinzioni da film di serie B  e una incapacità generale di costruirsi solide basi che resistano alle paludi delle suggestioni collettive hanno dato vita ad un fenomeno che rimarrà nella storia per la sua idiozia.
Insomma in poche parole, il 2012 ha visto l'ignoranza volontaria o involontaria diventare qualcosa di tangibile. Palpabile.
Una ansia diffusa anche nell'ironia e nella ripetizione mantrica di questa parola che ora è diventata un suono mellifluo e leggermente nauseante.
Mayamayamayamayamayamayamayamaya.
Il fatto che tanta gente nel mondo abbia temuto qualcosa per quella data , a me ha spaventato parecchio.
La facilità con la quale le convinzioni sono state manipolate è stata spaventosa. La totale disinformazione è stata spaventosa. La supponenza verso il mondo scientifico a sostegno di pseudoteorie senza mezza base realistica è più che spaventosa , tantopiù che è alla scienza che vengono chieste prove per confutare la veridicità di teorie che di prove non ne hanno manco mezza che sia sensata ( vedi il falso allunaggio o le scie chimiche) .
Quindi a questo siamo arrivati. .
Ad un inquietante sonno della ragione.
Ma forse è' una cifra distintiva della nostra civiltà, quindi sarà il caso di farci l'abitudine 

sabato 22 dicembre 2012

Non vi preoccupate

Non vi preoccupate. Non è cosi che va a finire.
Non si aprirà l'atmosfera sopra la vostra testa in una bolla rosso fuoco, di notte fonda o magari appena dopo l'alba.
Muri di terra incandescente non ti sommergeranno alla velocità del suono.
Non vedrai con tanta facilità movimenti oceanici sommergere le montagne che vedi all'orizzonte, e non sarai costretto a scappare sentendo la terra vibrare sotto di te.
Non sarai nemmeno costretto a vedere il sole spegnersi all'improvviso. Ne sentire con vertigine la terra capovolgersi sotto i tuoi piedi, e vederti piovere addosso stormi di uccelli disorientati.
Non ti ritroverai assieme a mille persone , sulla spiaggia in attesa di una luce all'orizzonte.
Ne sentirai ruggiti arrivare dal profondo della terra.
E infatti è cosi che finirà il tuo mondo. Ruotando costantemente uguale a prima.
Senza vento. Con il caldo estivo. Con un clacson solitario.
Con un cane che abbaia.
Al massimo ascoltando i grilli.
Il tuo mondo finisce cosi, di noia.

Per gli utenti di Facebook


venerdì 21 dicembre 2012

Gyula Noesy


Qualche anno fa mi sono interessato ad osservare personaggi e figure affascinanti.
Basandomi interamente sul mio personale gusto e su ciò che mi stimolava mentalmente, iniziavo una serie di interviste per un blog che ora è giace morto nell'enorme fossa comune del web e che presto sarà polvere digitale.
Evocando fantasmi ho deciso di riproporre alcune vecchie interviste. 

Questa in particolare riguarda uno dei personaggi più interessanti che abbia avuto modo di incrociare negli ultimi anni. Questa vecchia intervista serve a rinfrescare la memoria in attesa di una nuova intervista che presto verrà postata in questo blog.



Gyula Noesy





Quando si parla di body art si pensa di avere gia in mente un pugno di concetti e di immagini che racchiudono in pochi flash tutta la storia di questo tipo di comunicazione visiva e concettuale.Si è quasi abituati al sangue e al martirio degli azionisti viennesi, all'espressivita di Vito Acconci o alle manipolazioni di Orlan.
Però vi assicuro che,nonostante questa dose di immunità e disincanto imbattersi in Gyula Noesy è una esperienza forte e in qualche modo nuova.
Per la prima volta l'espressione e l'uso del corpo viene calata nel mondo e nella vita senza tentativi di sacralizzazione forzata o di ricerca celebrale ma semplicemente con puro scopo carnale.Un corpo che gioca, che si scontra che viaggia nel mondo e che ne subisce le forze.Per la prima volta il corpo ritrova la sua vera motivazione dell'esserci nel suo sfruttarsi e nel suo sentirsi.
Qui di seguito alcune immagini e una intervista.
Questo il sito internet ufficiale
 WWW.NATATOR.ORG




1. Cominciamo parlando un po di te. Chi sei, da dove vieni, la tua formazione...

Sono un turista. Sono quel che faccio. Faccio un giro ("tour") del mondo nel quale sono nato, prima di dissolvermi trasformato in nuove strutture che non saranno me. Un giro rapido... accontentandomi, pur essendone frustrato, dei luoghi/delle esperienze che mi appaiono come essenziali, cosciente della finitudine del mio tempo (vivo assieme alla prospettiva della mia morte sin da l'età di undici anni).

Vengo dai Testimoni di Geova. Battezzato di mia volontà. Per via del grande disprezzo provato nei confronti dei miei simili, per via delle illustrazioni delle riviste "Torre di Guardia" e "Svegliatevi" nelle quali vedevo campanili cascare addosso a donne e bambini, vecchietti sprofondare in precipizi improvvisamente aperti da Geova ad Armaghedon. E per — io — gioire della vita eterna.

La mia formazione è in corso. La mia forma evolve di continuo. Ma considerando la domanda da un punto di vista triviale, la risposta è graphic designer.


2. La tua produzione artistica comprende anche opere pittoriche. Ne vuoi parlare?

Questo mese di maggio 2010 dipingo tutto ciò che ho da dipingere e poi, a parte se una delle gallerie che contatterò questo fine estate mi proporrà di esporre, riprenderò il discorso solo tra una ventina di anni, quando il mio corpo non mi potrà più portare come mi porta ora. Poiché questo non è il momento per dipingere: ci sono attività che posso avere soltanto ora. A ottant'anni potrò ancora imbrattare, adesso devo sfruttare il mio corpo possente. In quanto ai dipinti stessi, m'importa tracciare senza il minimo rispetto. Non si può arrivare a nulla stimando chi ci ha preceduti e gli utensili che abbiamo in mano. Ogni cosa deve essere aggredita. Non dipingo per rappresentare ma per presentare un'attitudine.

3. Da dove nasce la tua ossessione per il corpo? E cos'è il corpo per te?

Nasce quando a vent'anni, dando le mie dimissioni ai Testimoni di Geova, mi impossessai finalmente del mio culo. Durante tutta la mia infanzia poi la mia adolescenza, vissi considerando il corpo un imbarazzante coinquilino da ignorare. Così, quando divenni mio, già dopo un mese ero cantante per una band di punk hardcore e subito al primo concerto, feci uscire sangue ad un tizio nel pubblico. Non ero affatto cambiato, solo che avevo detto "sì" a me stesso. E il corpo mi rimanne — e mi rimane — primordiale perché chi cerca la radicalità non se ne può allontanare. Per andare verso cosa? Sono sì ossessionato dal corpo per esserne stato cosi a lungo privato (dal mio, dai vostri), ma anche perché è la radice. Chi si occupa di altro si disperde.

Non abbiamo un corpo, ma siamo corpi. Non siamo anime contenute, i nostri corpi non sono ne appartamenti ne coinquilini. E i pensieri sono secrezioni dei nostri viscidi cervelli come la bile è secreta dal nostro fegato.


4. Personalmente ho trovato le tue performance pubbliche decisamente forti e aggressive. Un mood particolarmente punk se vogliamo. Vuoi parlare un pò di questa ricerca di confronto?

Andando al sodo, confrontarsi con un corpo significa o lottarci, o scoparci. Quando mi vedo gente intorno, immobile, come nel metrò, per l'opening di una mostra, facendo la fila alla cassa di un supermercato o in una sala concerto, mi sento accendere da una folle eccitazione che mi elettrizza le membra facendomi a volte sudare dal dolor di dover contenermi. È soltanto scendendo da un palco che mi autorizzo a dare un mezzo sfogo alle mie voglie; e se questo pubblico che ho di fronte reagisce con altrettanta violenza, per me va bene, non me ne scandalizzo. Durante la tournée con Jean-Louis Costes ("The Holy Virgin Cult Tour") che nel 2003 mi portò a dar fuoco ai miei peli pubici su circa settanta scene, mi capitò per esempio a Los Angeles di ritrovarmi a leccare la fica di una ragazza del pubblico senza nemmeno averla prima guardata in faccia; o, a Parigi, di baciare uno spettatore a caso, spingendo con la lingua nella sua bocca i vomiti dei miei due compagni, precedentemente recepiti da me in bocca, ma anche nel naso e negli occhi — non è tanto facile far prova di precisione travasando a cascata. E quando la gente disgustata scaglia contro di me sedie e bottiglie, io l'accetto. Quando tale ragazza di Chicago si strofinò la vulva contro la mia coscia, mi andò altrettanto bene. Ma c'è un limite: farmi spaccare il naso è divertente (perché fà sangue ma non diminuisce le capacità del mio corpo), perdere un occhio non mi và (se mi facessero — o tentassero — qualcosa che potesse mettere in pericolo la mia salute, allora picchierei, ma non è affatto mia intenzione fare a botte). Io stesso mi controllo: non mi permetto ciò che vorrei davvero fare. Mi limito a maneggiare corpi. Senza prima passare da tutto un protocollo. Cioè desacralizzando. Vorrei fosse tanto più semplice toccarci.

5. Il viaggio sembra essere una parte fondamentale della tua ricerca umano-artistica. Fin dove ti sei spinto?

Fino ad intrapprendere un'escursione che pensavo mi sarebbe stata mortale. Non portai con me mezzi di telecommunicazione apposta per non poter in nessun caso chiamare soccorsi. Nel treno che mi portava a Mosca, mi sentii cosi terrorizzato e convinto di dover morire in questa avventura, che piansi nelle braccia di una sedicienne. Partii da Petropavlovsk sulla penisola della Kamchatka (Siberia estrem'orientale), persi 21 chili in 27 giorni. Dovetti mangiare erbe amare, formiche e vermi per far funzionare il mio stomaco un minimo. Appena tornato in città, mangai cosi tanto e soprattutto cosi bruscamente che quasi mi uccisi (presi 10 chili in 5 giorni) come successe a tanta gente appena scarcerata dai campi di concentramento. Ma l'apice di questo viaggio fù quando bloccato dalla congiunzione di due larghi torrenti, dovetti scegliere tra rimanere lì morendo di sicuro entro un mese, o provare ad attraversare nuotando con un braccio nella corrente gelida e irrequieta morendo probabilmente nei prossimi minuti.



6. Che importanza ha la lotta e la violenza nella tua ricerca?

Questa importanza è alta.

La violenza è amore (solo chi ama può fare la guerra). La mia tanta violenza è dovuta al mio tanto amore della vita. Per raffreddarmi, vado in un club di Berlino dove insegnano mixed martial arts e mi confronto con gente più forte di me. Sono apprezzato per la mia combattività. Un anno fà ho perso la capacità di cantare negli acuti per via di uno strangolamento prolongato subito per non aver voluto darla vinta tanto facilmente al maciste dietro di me. Con il sesso, la lotta è a l'origine di ogni iniziativa umana. Vivere significa fare (e farsi) violenza. Chi non lo accetta scompare.

7. Fino a dove ti vuoi spingere?

Ci sono cose che non si possono fare se prima se ne parla.

8. Cosa stai preparando ora?

A giugno 2011 torno in Amazzonia con — questa volta — un biglietto di semplice andata. Là mi comprerò una piroga, un fucile ed una pistola, e partendo da Rurrenabaque (Bolivia) o Iquitos (Perù), mi inoltrerò nel bacino senza obbiettivo altro che quello di fare pienamente l'esperienza della giungla. E visto che forse laggiù morirò, prima di partire mi tiene a cuore di finir di correggere le 2000 pagine del mio libro, visto che è la migliore cosa che abbia mai fatto e che mai farò. Vorrei che questo testo mi sopravvivesse.

9. Concludi come vuoi tu.

Cerco corpi moralmente decadenti per foto e video nel mio atelier di Berlino a partire dal prossimo mese di luglio. ( 2010) Proponetevi a me scrivendo qui: gn@natator.org


Essendo passati un paio di anni risentirò Gyula per farmi raccontare le nuove esperienze di vita...